Guerra preventiva
L'Iraq è una minaccia?
Forse
dopo dieci anni di sanzioni economiche e limitazioni consistenti alla sovranità
nazionale, a loro volta seguiti a dieci anni di guerra contro l’Iran e alle enormi
distruzioni del ’91, è sostenibile seriamente che l’Iraq abbia attrezzati
arsenali di armi devastanti? Tutto può essere, però preferisco che siano gli
ispettori dell’ONU ad accertarlo e che possano farlo con l’autorevolezza che
deriva da un ampio mandato internazionale.
Nel
frattempo si può affrontare un’altra questione. E’ il caso di far cadere il
regime di Saddam Hussein o continuare a tollerarlo?
Il
principio della non ingerenza negli affari interni di un paese era nato nell’epoca
dell’equilibrio di più potenze, non è mai stato impresso da DIO sulle tavole
della legge. Resta però il dubbio se non siano gli iracheni a dover cambiare
regime e a coltivarne il desiderio. Al momento nessun iracheno (nessuno!! dicono i risultati di un referendum) vuole altri che
Saddam Hussein come presidente. Insomma, l’uomo che ha annientato il comunismo nel
suo paese ed ha Stalin come modello, che ha arginato l’integralismo sciita
musulmano ed è presentato come tutore del terrorismo islamico, capo di un
regime duro e sanguinario, riesce ancora a tenere il paese. Spodestare il
dittatore in modo violento richiederà quanta violenza?
Per ora osserviamo questo paese rimanere congelato e degradato nel cuore del medio oriente, quanto di pù lontano dal sogno di un Iraq leader del mondo arabo, laico, ed emancipato dalle potenze straniere che era il sogno manifesto del giovane Saddam.