Faccio il segretario comunale in un piccolo Comune in provincia di Viterbo. Il lavoro è molto vario, dato che mi occupo dell'aspetto amministrativo di tutta l'attività comunale, dalla contabilità, alle opere pubbliche, ai servizi sociali.

La mia attività, per certi versi, si avvicina a quella della libera professione, tanto che tutti i segretari comunali sono dipendenti di una agenzia pubblica ed iscritti in un albo, e non più del ministero dell'interno. Anche la sede di lavoro è precaria, dato che siamo nominati dal Sindaco neoeletto e la nostra durata è pari a quella del mandato amministrativo.

Segretario comunale si diventa per corso concorso, bandito dall'agenzia. E' un percorso impegnativo e selettivo (dopo l'ammissione non tutti quelli che passeranno l'esame finale saranno dichiarati vincitori) che non offre la certezza del posto, in quanto il vincitore di concorso potrebbe trovarsi senza una sede assegnata, rimanere in disponibilità alla sezione regionale dell'agenzia e far da jolly anche per le regioni limitrofe. Dopo quattro anni di disponibilità senza sede il povero segretario sarà messo nelle liste di mobilità.

La carriera è articolata in fasce. Nei comuni con oltre 10.000 abitanti è prevista la segreteria generale, ricoperta quindi dal segretario generale cui è attribuita la funzione dirigenziale. Alle fasce dirigenziali si accede per concorso, oppure perché si avevano almeno nove anni di anzianità come segretario capo al momento della riforma e si è avuta l'opportunità di essere nominati dal sindaco di un comune medio grande.

Le funzioni del segretario sono di supervisione dei dirigenti, a meno che tale funzione non sia svolta dal direttore generale - figura eventuale che può essere ricoperta dallo stesso segretario - di consulenza e assistenza degli organi politici e qualsiasi altra gli sia attribuita dal sindaco. Ove non ci siano dirigenti svolge le funzioni dirigenziali egli stesso, anche se non lo è.

Da settembre a dicembre 2000 si è svolto, in varie sedi della Scuola Superiore dell'Amministrazione Locale (SSPAL), un corso di aggiornamento cui hanno partecipato i segretari comunali con meno di nove anni e mezzo di servizio, che hanno così, previo esame finale, ottenuto la idoneità alle sedi fino a 65.000 abitanti.

A febbraio 2001 è stato finalmente siglato tra l'ARANe i sindacati, il contratto nazionale per i segretari comunali, il primo dopo la riforma del 1997. Ci sono notevoli migioramenti economici e di carriera.

Dopo la riforma del titolo V della Costituzione, notevoli cambiamenti si affacciano anche per i segretari comunali. Già due comuni hanno rivendicato ampi poteri statutari e approvato nuovi statuti comunali che non prevedono il segretario comunale. Su ricorsi del Ministro dell'Interno e dei sindacati di categoria (l'agenzia è stata sorprendentemente poco reattiva) i TAR hanno bloccato l'efficacia degli statuti, ma altre nubi si addensano. L'assemblea dell'ANCI di Genova ha dato alla luce nuove proposte che vanno dalla facoltatività della figura del segretario al di sotto dei tremila abitanti, all'apertura dell'albo ai funzionari comunali. I nostri sindacati appaiono accondiscendenti, forse perché trovano troppo comode le loro posizioni.

Con la manovra estiva 2010 (legge n. 122/2010 di conversione del D.L. 78/2010) l'agenzia dei seretari è stata soppressa. Le sue funzioni sono svolte provvisoriamente da unità di missione delle prefetture capoluogo di regione presso le sedi dell'agenzia. Con decreti attuativi sarà dato un assetto alla posizione dei segretari che al momento sono: A) dipendenti del ministero dell'interno. B) dipendenti di un ente soppresso. Proprio in questi giorni l'ARAN sta trattanto il rinnovo del contratto dei segretari senza il sindacato dei segretari, ma con CISL, UIL, CGIL e altre sigle. Le prospettive sono quindi luminose e progressive. La piattaforma del sindacato prevede la conferma dello status di dirigente, ma l'ARAN farà un contratto integrativo di quello dei dipendenti non dirigenti. Effettivamente lo stipendio dirigenziale è insostenibile per i piccoli enti. Come potrei lavorare in quelle sedi, occupando le risorse di quattro dipendenti?